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I manuali tecnici
Jisei Kiko - vol 1

 

Manuale di Jisei-kikô - vol 1 :
Questo manuale propedeutico tratta soprattuto dell'acquisizione della sensibilità e dello shôshûten. Esso descrive gli esercizi e fornisce le informazioni pratiche destinate agli allievi che arrivano fino al livelllo di shôshûten.

Elementi disponibili :

 

 

 

Estratti :

 


2.1 Le cinque tappe del kikô

In questo metodo distinquiamo cinque tappe di progessione :
1- La acquisizione della sensibilità al ki : attivazione dei meridiani
2- Lo Shôshûten : piccola circolazione
3- Le Zenshin-shûten : circolazione sulla superficie della totalità del corpo
4- Le Daïshûten : grande circolazione in profondità
5- Le Furenshûen : circolazione spontanea e permanente

1- La prima tappa consiste in una serie di esercizi che permettono di acquisire la sensibilità dei meridiani. Compiendo questi esercizi, provate del formicolìo, del calore, dell'intorpidimento, o altre sensazioni nella parte del corpo interessata dall'esercizio, ad esempio le mani o la schiena. L'organizzazione di queste sensazioni conduce alla seconda tappa.

2- Lo Shôshûten, piccola circolazione, percorre la superficie della parte alta del corpo, seguendo la linea centrale, scendendo dalla testa al coccige e poi risalendo. Gli effetti benefici dello Shôshûten sono riconosciuti da molto tempo. Secondo il trattato di riferimento della medicina cinese, scritto duemila anni fa, la piccola circolazione si dirige verso l'alto lungo la schiena e scende sul davanti del corpo.  Nella sua pratica clinica, il Dott. Yayama ha scoperto che il senso di circolazione dipende dal sesso e ha pubblicato questa scoperta in una rivista cinese specializzata nel qi gong terapeutico. Questo fatto è stato confermato ed è ora ammesso comunemente dai maestri di qi gong.
Quando il dott. Yayama era alla tappa di Shôshûten, ogni sera dopo aver trattato i pazienti si sentiva sfinito, tanto più quanti più pazienti aveva trattato durante il giorno. Superando questa tappa, ha smesso di sentire la stanchezza, e anzi si sente rinvigorito dopo ogni trattamento. Egli spiega che la tappa di Shôshûten può essere paragonata ad un serbatioio di energia che viene riempito con l'esercizio; questo serbatoio è limitato e una quando se ne superano i limiti si spende il proprio ki, e da qui deriva la fatica e la necessità di ricostituire la riserva di ki con l'esercizio.

3- Progredendo nello Shôshûten voi aumentate la sensibilità dell'insieme del corpo arrivando alla tappa di Zenshin-shûten, intermedia tra Shôshûten e  Daïshûten. Lo Zenshin-shûten è una circolazione di energia nell'insieme del corpo, ma resta alla superficie di questo; è un allargamento dello Shôshûten. E' spesso confusa con il Daïshûten, anche in alcuni testi.

4- La tappa di Daïshûten è il livello superiore, perché a questo stadio ogni volta che utilizzate il ki, questo si ricostituisce automaticamente come se entrasse nel corpo attraverso la testa e i piedi. Più il ki esce, più ne entra, e quindi trattare i pazienti dona una sensazione rinvigorente a chi ha raggiunto la tappa di  Daïshûten.

Nei fatti, quando ho studiato il qi gong con alcuni maestri cinesi, essi affermavano tutti, come se fosse una verità acquisita, che non fosse opportuno trattare molte persone con il qi, perché superando un certo limite si poteva intaccare la propria vitalità.  Questo è vero, ma solo per la seconda e terza tappa.

Il percorso del Daïshûten si colloca ad una maggiore profondità, percorre l'interno del corpo nella sua totalità e si muove in spirale.

5- Il Furenshûten è l'ultima tappa del lavoro del ki. Senza nessuno sforzo, il ki circula liberamente perché siete in perfetta armonia con il ki dell'universo. Possiamo considerarlo come l'obiettivo finale della ricerca in kikô.

Queste tappe nella progressione non devono essere considerate in modo meccanico, come se la prima conducesse alla seconda, ecc. L'approfondimento dello shôshûten non implica nulla più della sensibilizzazione della colonna vertebrale, al contrario ; quest'ultimo lavoro assume allora un'altra dimensione. Allo stesso modo, la respirazione diviene abbastanza velocemente un'introduzione al daïshûten. Tutte le attività dell'Accademia Tokitsu-ryû si basano sul rinforzo della salute e la ricerca del benessere. E' per questo che il Jiseï kikô è il punto di partenza della nostra attività corporea. Noi siamo coscienti di vivere mangiando del cibo, ma poco coscienti di vivere « mangiando » anche delle immagini, delle idee, dei sentimenti che modulano la qualità del ki. Nella vita di tutti i giorni siamo esposti ad una molteplicità di stimoli che influenzano la qualità del ki. La pratica del kikô ci insegna a gestirli per una formazione positiva del ki.
Noi sappiamo che lo stress è la causa della maggior parte delle malattie. Non possiamo dissolvere lo stress semlpicemente con la potenza dello spirito. L'esercizio corporeo è indispensabile, perché viviamo con un corpo. Attraverso la lotta contro lo stress si può arrivare ad una forma di filosofia, perché si è spinti a pensare a quale sia la ragione per la quale viviamo con un corpo. 
Il kikô è in qualche modo una specie di riflessione sulla nostra esistenza attraverso il corpo.


8.4 IL KATA DEL DRAGO Appoggiate i palmi delle mani uno contro l'altro ponendo gli avambracci orizzontali. In questa posizione, esercitate sulla colonna vertebrale una pressione orizzontale, da un lato e poi dall'altro. Abbassate progressivamente il punto su cui esercitate la pressione. Esercitate la progressione successivamente sui cinque punti della spina dorsale corrispondenti ai chakra, descritti più avanti. Fate bene attenzione a non "torcere" il corpo (occorre abbassare il centro di gravità!) e a non inclinarsi in avanti. Sentite la pressione che spinge lateralmente le vertebre! Sentite la chiusura delle cerniere sulla parte anteriore del corpo ! Sentite le diverse pressioni sulgi organi interni ! Effettuate poi da 10 a 15 movimenti circolari in un senso e altrettanti nell'altro senso.

- Respirazione di integrazione
- Ritsu-zen dopo aver formato una sfera di ki tra le mani : 1 o 2 minuti
- Dopo questo esercizio potete fare un esercizio di apertura dei polmoni.


1.

Introduzione

4

1.1

Il ki e il kiko

5

1.2

Incontro

6

2.

Il jiseï-kikô

7

2.1

Le cinque tappe del kiko

7

2.2

Il metodo del jiseï-kiko

8

3.

Elementi principali del jisei-kiko

10

3.1

Respirazione

10

3.2

Decontrazione

10

3.3

Concentrazione

11

3.4

Visualizzazione

11

3.5

Applicazione : tre esercizi

11

3.5.1

Verificare il grado di decontrazione

11

3.5.2

Respirare come una spugna

12

4.

Creare una sfera di ki

14

4.1

Stimolazione delle dita

14

4.1.1

Stimolazione delle dita per sfregamento

14

4.1.2

Stimolazione delle dita per flessione

14

4.2

Formare la sfera di ki

15

5.

Distensione e attivazione della sensibilità

16

5.1

Distendere le mani, le dita e i polsi

16

5.1.1

Distendere le dita

16

5.1.2

Distendere le braccia e i polsi

17

5.2

Sfregamento delle gambe

18

5.3

Apertura del petto e della schiena

19

6.

Il ritsu-zen

21

6.1

La prima posizione

21

6.2

La seconda posizione

22

6.3

Il ritsu-zen di breve durata : le immagini

23

6.4

Far circolare il ki nelle braccia (ude-shuten)

24

7.

Acquisire la sensibilità generale dei meridiani

26

7.1

I 12 meridiani principali

26

7.2

Gli 8 meridiani straordinari

27

7.3

Percorso dei meridiani e del ki nel corpo

28

8.

I cinque kata di base del kikô

29

8.1

Il kata del pendolo

29

8.2

Il kata dell'uccello

31

8.3

Il kata della tortaruga

32

8.4

Il kata del drago

33

8.5

Il kata dell'orso

34

9.

La respirazione di integrazione

36

9.1

Comme respirare

36

9.2

Parola-immagine-respirazione

36

9.3

Stimolazione dei polmoni destro e sinistro

37

10.

La pratica dello shoshuten

39

10.1

Vista d'insieme

39

10.2

Stimolazione dei chakra

40

10.3

Determinare il senso dello shoshuten

41

10.3.1

Il percorso discendente

41

10.3.2

Determinare il senso del ki 

41

10.4

Il senso della corrente del ki

43

10.5

Lo shuko (esercizio finale)

44

11.

Lo shoshuten da seduto

45

11.1

Ondulazione della colonna vertebrale

45

11.2

Movimento orizzontale della colonna vertebrale

47

11.3

Muovere in spirale la colonna vertebrale 

48

11.4

Movimento della nuca

50

12.

Testare l'effetto del ki

52

12.1

Principi del test

52

12.2

Il test dell'effetto del ki sulla forza (o-ring test)

53

12.3

Il « sigillo » dello shoshuten

54

12.4

Unire il proprio ki a quello degli alberi

55

12.5

L'autotest dell'effetto del ki sulla forza muscolare

55

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