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I manuali tecnici
Jisei-Budo - vol 1

 

Manuale di Jisei-budô - vol 1 :
Questo manuale descrive le tecniche generali. E' un supporto pratico per tutti i livelli.

Elementi disponibili :

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Estratti :

 


Il pugno Definizione di pugno Cosa significa colpire nell'arte del combattimento?
Un colpo è destinato ad essere dato ad un avverario.
La tecnica per attaccare deve nello stesso tempo assicurare la vostra sicurezza durante il combattimento, dove l'avversario cerca a sua volta di colpirvi.
Si deve quindi sferrare un colpo senza ricevere quello dell'avversario. L'idea tecnica fondamentale è dunque « colpire senza essere toccati ». Come fare ?
E' la domanda fondamentale per costruire una tecnica di attacco. Occorre considerare che il momento in cui siete più vulnerabili è quello in cui attaccate, perché non potrete mai raggiungere l'avversario senza portarvi  abbastanza vicini a lui. Voi non potrete raggiungerlo se non avvicinandovi abbastanza che le vostre mani possano raggiungerlo. Ciò è evidente mma è spesso trascurato, perché si pratica il combattimento prendendo una certa distanza dall'avversario. E quando potete colpire l'avversario, egli è abbastanza vicino che può colpirvi a sua volta. Per di più, quando allungate il pugno per attaccare, il vostro copro e soprattutto il viso sono scoperti, perché senza allontanare il pugno dal vostro viso  non potete raggiungere il bersaglio. Constatndo questi fatti, ottenete già una prima risposta a proposito della posizione da assumere.

Le due mani sono complementari
Avete solo due mani: se una si allontana dal viso, l'altra lo deve proteggere, perché il viso è il punto più importante nel combattimento con percussione.

Da questa semplice costatazione, potete trarre una prima conclusione: quando colpite con una mano, l'altra deve trovarsi vicino al viso per proteggerlo, ed è questo che determina la posizione di hikité (seconda mano).
Sottolineo questo punto: le due mani devono attivarsi in perfetta collaborazione. Se una colpisce, l'altra vi deve proteggere. Durante il combattimento, le due mani devono trovarsi vicino la viso. Questo è il principio di base.

Zona vulnerabile
Questo secondo punto, spesso trascurato, è importante.
Quando sferrate un pugno, il braccio è allungato è questo provoca l'illusione che possiate sferrare un diretto seguendo la traiettoria del braccio teso.  Invece la traiettoria del pugno è sempre  « obliqua » a causa della posizione della spalla.

Prendiamo lo schema più semplice. Assumete una posizione di combattimento e allungate le braccia in modo che i pugni si sovrappongano. Vedrete una zona triangolare formarsi tra le braccia. Sappiate che questa sona è la zone « cieca » (d'ombra) per chi sferra un pugno. Possiamo nahce definirla la zona vulnerabile, perché è una zona molto vicina, ma nella quale non potete sferrare un colpo diretto allungato il gomito. Nel combattimento a distanza, voi sferrate dapprima dei colpi lunghi allungando il gomito. In questo caso, se l'avversariopenetra nella zona triangolare, voi non potere colpirlo, se non utilizzando colpi corti. Però, dui fornte ad un avversario abbastanza lontano, non penserete di colpirlo con dei colpi corti. Se peremettete ad un praticante di un combattimento con prese di penetrare in questa zona, sarete in grossa difficoltà. Detto diversamente, il praticante di un combattimento con prese, di fronte ad una tecnica di percussione, cercherà sempre di entrare in questa zona per evitare i colpi lunghi.

Sottolineiamo quindi questo: il pugno è sempre più o meno obliquo, a causa della posizione delle spalle.

Dove portano le parate
Quando deviate un pugno dell'avversario, voi non parate direttamente il pugno, ma nella maggior parte dei casi toccate il braccio.

Cambiamo punto di vista. In quale situazione il vostro pugno viene deviato ? Succede che il pugno urti il braccio dell'avversario, ma quasi sempre è il vostro braccio che urta o tocca uno dei suoi.
Così la maggior parte delle parate si applica su tutta la lunghezza del braccio e non puntualmente sul pugno.  E' più facile parare sulla lunghezza che su un punto. E' questo anche il principio della tecnica di  « kôsa-hô », metodo di incrociare le braccia per parare e per attaccare. Lo vedremo più avanti.

Sottolineiamo questo : quando un pugno va a vuoto, nella maggior parte dei casi il vostro braccio ha toccato o urtato quello dell'avevrsario. Per riuscire a sferrare un colpo, si deve imparare ad inserire il pugno evitando il contatto del braccio dell'avversario. La base del braccio è la spalla.

Quindi, per elaborare un pugno efficace occorre tener conto della posizione della spalla e del punto di flessione del braccio, il gomito.

Esaminando le ragioni dei successi e le cause degli errori, ho elaborato 8 tipi di pugni che potete applicare in base alle diverse situazioni.

Le 8 tecniche di attacco
Per ogni tecnica, quando colpite con una mano l'altra deve portarsi vicina al viso.

1a tappa 1- Hira zuki : Pugno orizzontale : il pugno è posizionato in orizzontale.

 

2- Nagé-zuki : Pugno obliquo : il pugno è posizionato in obliquo e si colpisce con la seconda articolazione dell'indice. La traiettoria dell'attacco è la stessa che si ottiene quando si lancia una palla. Questo pugno viene anche chiamato « nagé tsuki » : pugno lanciato.

 


3- Taté zuki : Pugno verticale : il pugno è posto in verticale. In karate questo pugno è detto  « tate ken » : pugno verticale. Questo colpo è più simile al peng chuan del xingyi chuan. Il gomito deve essere rivolto verso il basso e non deve essere completamente disteso.

 

4- Ura zuki : Pugno rovesciato : il dorso del pugno è diretto verso il basso e il gomito non è teso completamente.


5- Mawashi zuki : Gancio : il gomito è diretto verso l'esterno e la traiettoria d'attacco è circolare. Attivate fortemente le cerniere evitando di agitare le braccia.

6- Age zuki : Montante : colpite verso l'altro in modo simile ad un montante (« upper cut »). Attivate fortemente le cerniere in diagonale.


7- Hiji uchi : Colpo di gomito : attivate fortemente le cerniere. Non cercate di colpire solo con il gomito. Prima di usare il gomito, dovete essere pronti a colpire con la mano.

 

8- Kaishu uchi : Colpo a mano aperta : colpite con la mano morbida, non irrigidita come nel « teishô » del karate. La traiettoria può variare: verticale, obliqua, orizzontale. Il colpo deve essere morbido come la proboscide di un elefante.

 


Le prime 4 tecniche sono usate per colpi lunghi.
La 5a e la 6a per distanze medie.
La 7a da vicino.
La 8a per distanze medie e lunghe.

Esercitatevi a ciascuna tecnica con spostamenti in yori-ashi : spostare prima il piede davanti, poi quello dietro.
2a tappa

Esercitatevi alle 8 tecniche di attacco successivamente con i due pugni mettendo in sequenza lo kizami-zuki e il gyaku zuki con un solo spostamento.

3a tappa

Esercitatevi alle 8 tecniche di attacco successivamente con i due pugni mettendo in sequenza lo kizami-zuki e il gyaku zuki con uno spostamento doppio.

4a tappa

Esercitatevi alle 8 tecniche di attacco successivamente con uno spostamento obliquo, in jun-zuki, e poi in gyaku-zuki.

5a tappa
Esercitatevi ai pugni inclinando il corpo, ingyaku zuki, poi in junzuki.
L'attacco con il corpo in obliquo è essenziale per l'applicazione in combattimento libero.

 


 

   

PRIMA PARTE

1.

Il metodo del jiseï-budô

1.1

Elaborazione del metodo

1.2

Uso delle protezioni

1.3

Sperimentazione delle tecniche

1.4

Ruolo tecnico del kikô

2.

La preparazione tecnica

2.1

I 5 kata preparatori allo shôshûten

2.2

Il ritsu zen

2.3

Gli esercizi preparatori

2.4

Il bidô-hô : metodo del movimento sottile

2.5

Il neri

2.6

L esercizio di base del daïshûten

3.

I pugni

3.1

Esercizio preparatorio

3.2

Definizione del pugno

3.3

Le 8 tecniche d'attacco

4.

Lo spostamento

4.1

Spostamento per propulsione

4.1

Spostamento per immersione

5.

I calci

5.1

Esercizio preparatorio

5.2

Principio dell'allenamento

5.3

Efficacia del calcio

5.4

Keri no kata shodan (1o )

5.5

Keri no kata Nidan (2o)

6.

Le tecniche di difesa

6.1

Preparazione alle tecniche di difesa

6.2

Tecniche di difesa contro i pugni

6.3

Contro i calci

7.

I kata

7.1

Sulla base del karaté

7.2

Sulla base del taichi Chen

7.3

Taichi di sintesi

7.4

I kata di riferimento

8.

Il combattimento

8.1

Perché usare le protezioni

8.2

La pratica del cobattimento con le protezioni

8.3

L'uso delle protezioni per il combattimento

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