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Jiseido : lo Zen e l'arte del combattimento 14-03-02 10:06 Il y a: 7 yrs AUTEUR : IL NUOVO - MILANO Categorie: Italia, M
Jiseido: lo Zen e l'arte del combattimento
Pure il karate (letteralmente “mano vuota”) è una soluzione per evitare di essere fatti a pezzettini, ma, a differenza dello Shaolin mon – Jiseido, si basa su una serie di katà o figure rigide. Colpa della moderna scuola Shotokan messa in piedi dal maestro Gichin Funakoshi. “Troppi atleti di karate – dice Tokitsu, armonioso anche nel modo di gesticolare – soffrono per i traumi causati dalle forti oscillazioni alla schiena e alle articolazioni”. All’origine, invece, il karate praticato in Cina e poi insegnato ai giapponesi era tutt’altro che la somma di gesti scattanti. Questa, in sintesi, l’idea di Tokitsu: riportare le arti marziali alla loro concezione armonica originale, così che tutti – giovani o ottantenni – possano praticarle per tutta la vita, senza problemi di cervicale o di schiena bloccata. A vederlo combattere, questo maestro dà l’impressione di danzare, fluido e punto meccanico nella ripetizione dei movimenti.
Detto con le parole giuste, tutto ciò è il risultato della sintesi della pratica del qi gong (da pronunciarsi “cigùn”) in italiano “arte del respiro”, e di quella del tai ji quan (da pronunciarsi “taigicuàn”) letteralmente “arte della box suprema”. “Il Jiseido – aggiunge il maestro – è un modo per affrontare le cose, se volete è un approccio alla vita in cui l’arte produce una crescita interiore e spirituale. La pratica dell’arte del combattimento deve produrre salute, benessere ed essere efficace, il che significa tornare alle origini senza le dannose deformazioni fisiche e mentali che nascono dall’ottica spettacolare del karate agonistico”. Dunque, un pugilato della mente, dove i movimenti sono anzitutto interiori, e dove il corpo e lo spirito non vanno ciascuno per conto proprio. Ovviamente – e su questo Tokitsu, da filosofo delle arti marziali, tace – alla fin fine conta imparare a menare le mani e i piedi, perché al momento opportuno non ci si faccia trovare impreparati e, più che i primi, si possa essere gli ultimi a colpire.
(6 APRILE 2002, ORE 19:30) <- retour: |
MILANO - Salute, benessere e – soprattutto – sapersi difendere per non prenderle da nessuno. Sono questi i cardini dello Shaolin mon – Jiseido (letteralmente “porta di Shaolin – crearsi creando”), la pratica marziale a mano nuda elaborata da Kenji Tokitsu, giapponese di 55 anni. Dopo 31 anni passati a trasmettere la sua arte ai francesi di Parigi, il maestro plurilaureato sta pensando di trasferirsi a Milano per mettere in guardia chi pratica il kendo e il karate.
Merito il duplice lavoro, sia interiore che esteriore: il primo basato su una corretta tecnica di respirazione tale da favorire una migliore circolazione sanguigna periferica, il secondo sul controllo del proprio equilibrio e dell’asse centrale del corpo.