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Maitre Kenji Tokitsu dans les revues et la presse internationale

Jiseido : lo Zen e l'arte del combattimento
14-03-02 10:06
Il y a: 7 yrs


AUTEUR : IL NUOVO - MILANO


Categorie: Italia, M Italia


Jiseido: lo Zen e l'arte del combattimento


Un'arte (marziale) ideata da Kenji Tokitsu, il maestro shaolin giapponese che pensa di trasferisi a Milano per insegnare "il combattimento che produce salute e benessere"


il maestro shaolin giapponese che insegna il combattimento che produce salute e benessereMILANO - Salute, benessere e – soprattutto – sapersi difendere per non prenderle da nessuno. Sono questi i cardini dello Shaolin mon – Jiseido (letteralmente “porta di Shaolin – crearsi creando”), la pratica marziale a mano nuda elaborata da Kenji Tokitsu, giapponese di 55 anni. Dopo 31 anni passati a trasmettere la sua arte ai francesi di Parigi, il maestro plurilaureato sta pensando di trasferirsi a Milano per mettere in guardia chi pratica il kendo e il karate.

Pure il karate (letteralmente “mano vuota”) è una soluzione per evitare di essere fatti a pezzettini, ma, a differenza dello Shaolin mon – Jiseido, si basa su una serie di katà o figure rigide. Colpa della moderna scuola Shotokan messa in piedi dal maestro Gichin Funakoshi. “Troppi atleti di karate – dice Tokitsu, armonioso anche nel modo di gesticolare – soffrono per i traumi causati dalle forti oscillazioni alla schiena e alle articolazioni”. All’origine, invece, il karate praticato in Cina e poi insegnato ai giapponesi era tutt’altro che la somma di gesti scattanti.

Questa, in sintesi, l’idea di Tokitsu: riportare le arti marziali alla loro concezione armonica originale, così che tutti – giovani o ottantenni – possano praticarle per tutta la vita, senza problemi di cervicale o di schiena bloccata. A vederlo combattere, questo maestro dà l’impressione di danzare, fluido e punto meccanico nella ripetizione dei movimenti.

 

Jiseido: lo Zen e l'arte del combattimentoMerito il duplice lavoro, sia interiore che esteriore: il primo basato su una corretta tecnica di respirazione tale da favorire una migliore circolazione sanguigna periferica, il secondo sul controllo del proprio equilibrio e dell’asse centrale del corpo.

Detto con le parole giuste, tutto ciò è il risultato della sintesi della pratica del qi gong (da pronunciarsi “cigùn”) in italiano “arte del respiro”, e di quella del tai ji quan (da pronunciarsi “taigicuàn”) letteralmente “arte della box suprema”.

“Il Jiseido – aggiunge il maestro – è un modo per affrontare le cose, se volete è un approccio alla vita in cui l’arte produce una crescita interiore e spirituale. La pratica dell’arte del combattimento deve produrre salute, benessere ed essere efficace, il che significa tornare alle origini senza le dannose deformazioni fisiche e mentali che nascono dall’ottica spettacolare del karate agonistico”. Dunque, un pugilato della mente, dove i movimenti sono anzitutto interiori, e dove il corpo e lo spirito non vanno ciascuno per conto proprio. Ovviamente – e su questo Tokitsu, da filosofo delle arti marziali, tace – alla fin fine conta imparare a menare le mani e i piedi, perché al momento opportuno non ci si faccia trovare impreparati e, più che i primi, si possa essere gli ultimi a colpire.


L’appuntamento, per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, è fissato per il 18 aprile alla palestra della scuola Manzoni di Milano (via Milazzo 3), dove sarà possibile partecipare a 4 lezioni gratuite di Shaolin mon – Jiseido (info e-mail: ellabi@yahoo.it, sito Internet www.jiseido-shaolinmon.it).

(6 APRILE 2002, ORE 19:30)


Source : il Nuovo - milano in tasca di Giovedi, 20 Febbraio 2003 23:49








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